Siamo dei Ribelli, lo avresti mai detto? Scopri la storia di Alessandro!
Siamo andati a trovare Alessandro, allevatore socio del Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini. È uno dei 700 Ribelli di Trentingrana, produttori del buon latte di montagna con cui vengono fatti i formaggi tipici del territorio. Formaggi così buoni non possono che nascere dalla fatica. Da un lavoro sempre in salita, da rigidi inverni, da malghe in alta quota: i nostri allevatori sono dei Ribelli, perché rifiutano ogni scorciatoia.
Scopri la storia di Alessandro, che ci ha raccontato del suo lavoro e della sua terra.
Alessandro, dove vivi? A Vasio, in Val di Non.
A quanti metri sul livello del mare si trova il tuo allevamento? 750 m.
Quale cima vedi affacciandoti dalla finestra di casa? Vedo tutte le Dolomiti di Brenta. Ad esempio, le cime Peller e Grostè.
A che ora e come inizia la tua giornata? Mi alzo sempre alle 6, e la prima cosa è la mungitura. Lo faccio insieme a mio padre, mio zio e mio cugino. Ed è con loro che prosegue la giornata, lavoriamo e gestiamo l’azienda agricola insieme.
Qual è la sfida più grande che affronti nella tua vita di allevatore? La sfida più grande credo sia la costanza. È necessario essere sempre presenti, e puntuali. Non importa se è sabato o domenica, Natale o Pasqua. Gli animali e la natura non aspettano!
Cosa ti ha spinto a fare l’allevatore? È la tradizione di famiglia. L’azienda agricola è stata fondata nel secondo Dopoguerra da mio nonno, ed appartiene alla nostra famiglia ormai da tre generazioni. Mio nonno imparò a fare l’allevatore durante e dopo la guerra, in Inghilterra, dove era stato fatto prigioniero. È lì che ha visto una delle prime mungitrici.
Cosa ami di più della tua terra? Credo che la nostra montagna sia ancora selvaggia, piena di boschi e non troppo frequentata: è questo che amo di più della mia terra.
Ultima domanda: qual è il tuo formaggio preferito? Trentingrana!